A proposito di Venezuela

 

 

Precisazioni. A livello ufficiale, nessuno dei principali governi e partiti legati all’asse latinoamericano, asiatico e multipolare ha mai definito Delcy Rodríguez in termini di tradimento o con accuse personali simili. Nessuno.

 

Il Partito Comunista di Cuba, il PSUV venezuelano, il Partito Comunista Cinese, il Frente Sandinista del Nicaragua, il partito di Vladimir Putin (Russia Unita), così come figure come Evo Morales e la leadership politica messicana di Claudia Sheinbaum e Morena, hanno mantenuto una posizione coerente il riconoscimento del governo venezuelano ora in carica, rispetto della sua sovranità e continuità nei rapporti diplomatici.

 

In nessun comunicato ufficiale, in nessuna linea istituzionale, si trovano insinuazioni o attacchi personali nei confronti della sua figura, di nessun tipo, al contrario, la sua posizione viene trattata come parte legittima della direzione politica del paese e del processo bolivariano.

 

Questo dato politico è chiaro e costante, esiste totale rispetto, relazioni e una visione condivisa di non ingerenza, non emergono accuse personali di nessun tipo, ma continuità e sostegno politico, fratellanza, solidarietà.

 

Diverso è ciò che accade in altri contesti, soprattutto in alcune discussioni europee e italiane, dove la mancanza di una struttura partitica comunista solida e autentica, forte e riconosciuta dal popolo, spesso porta a letture individualiste più emotive, frammentate, distorte, manipolate e talvolta anche eccessivamente false e aggressive, in cui figure politiche come Delcy Rodríguez vengono giudicate senza lo stesso filtro di rispetto, addirittura senza nessuna prova.

 

Ed è proprio qui che si nota la differenza dello sviluppo civile dei popoli, mentre sul piano ufficiale internazionale, nei partiti socialisti seri altrove, prevalgono rispetto, riconoscimento e continuità politica verso figure come Delcy che hanno bisogno di sostegno immediato in tal senso, in altri ambienti, dove oltre alla mancanza di una base partitica, il socialismo è più nelle bocche che nei fatti compiuti e si dimentica di tenere perlomeno come esempi concreti quelli funzionali altrove, si tende più facilmente alla semplificazione e alla delegittimazione personale, perdendo quel rigore politico e quella disciplina di analisi che in quei luoghi a noi distanti restano centrali.

 

Forse anche per questo in Italia è sempre più difficile e improbabile che, un partito comunista nasca solido e inclusivo e, faccia dei numeri grandi quanto nei paesi sopra elencati, perché non esistono negli individui coscienze sufficientemente evolute da alimentare basi umane e sensibili per svilupparlo.

 

 

Silvana Sale

 

28 maggio 2026

 

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La posizione del Movimento senza terra brasiliano sul Venezuela:

perché continuiamo a sostenere il Venezuela.

 

di João Pedro Stedile*

 

L'attuale situazione politica del Venezuela non può essere spiegata solo dagli avvenimenti successivi al 3 gennaio.

Dobbiamo contestualizzare ciò che sta accadendo negli ultimi 4 decenni. 

 

Negli anni '90 c'era una totale egemonia degli Stati Uniti nel continente, che ci impose l'accordo NAFTA e successivamente voleva imporre l'ALCA, come un'area sotto il totale controllo del capitale statunitense. 

 

Tutti i governi, tranne Cuba, sostenevano i gringos. 

Ma il popolo di alcuni paesi insorse. 

 

Ci fu il Caracazo nel 1989, poi la ribellione militare e infine la vittoria elettorale di Chávez, che assunse il potere nel '99 e spezzò l'onda neoliberista, aprendo un nuovo ciclo di governi progressisti – proseguito con Lula, Correa, Evo, Kirchner – che alterò la correlazione delle forze nel continente. 

 

Ora si proponeva un'altra integrazione al posto dell'ALCA (sconfitta formalmente nel 2005): avremmo avuto l'ALBA. 

L'imperialismo statunitense, i governi democratici e repubblicani e la classe dominante degli Stati Uniti non hanno perdonato l'audacia di Chávez. 

E in questi 4 decenni hanno imposto tutte le tattiche possibili all'interno del ricettario descritto dal ricercatore Andrew Korybko, basato sui documenti ufficiali delle forze armate statunitensi, come nuove tattiche delle GUERRE IBRIDE. 

In questo lungo periodo hanno cercato in tutti i modi possibili di sconfiggere il processo bolivariano in Venezuela.

 

Ricordiamo: 

Il colpo di stato che rimosse Chávez dal governo per due giorni, in cui la ripercussione internazionale e l'immediata mobilitazione popolare impedirono ai golpisti di fucilarlo.

Ricordiamo che persino il cardinale di Caracas gli aveva dato l'estrema unzione in prigione, sull'isola di Orchila, dov'era prigioniero! 

 

Lo sciopero politico dei petrolieri per smantellare la PDVSA (l’industria petrolifera venezuelana ndr). 

La mancanza di carburante e il caos furono risolti grazie all'aiuto dell'allora governo di Fernando Henrique Cardoso in Brasile. 

 

Successivamente arrivarono le guarimbas con una totale violenza di piazza, che causò terrorismo, incendi di scuole, ospedali, carestia pianificata a tavolino e decine di morti. 

Molti prigionieri sono stati ora amnistiati. 

 

La morte di Chávez, causata da uno strano cancro che non reagiva ai farmaci, rimane ancora oggi un mistero. Coincidenza vuole che anche Lugo, Dilma, Kirchner e Lula abbiano affrontato un cancro nello stesso periodo. 

 

Subito dopo, il riconoscimento del governo fantoccio di Guaidó, al quale trasferirono tutti i depositi in dollari e l’oro dello Stato venezuelano, affinché la borghesia parassita venezuelana si arricchisse. 

 

Hanno provocato un'inflazione incontrollata basata sulla manipolazione del tasso di cambio da Miami. 

 

Hanno bloccato tutti i conti del paese all'estero. 

 

Hanno impedito gli investimenti nel settore petrolifero e la produzione è scesa a livelli inferiori al 30%, con un crollo del PIL fino al 90%. 

 

Tutto ciò ha causato molti problemi economici a tutta la popolazione e ha generato una migrazione di lavoratori venezuelani senza precedenti. 

 

Hanno contestato la rielezione di Maduro, con il sostegno e l'illusione di alcuni personaggi considerati progressisti. 

Tutto questo sommato a una campagna mediatica permanente e consistente, che è certamente costata milioni di dollari nell'uso di reti, computer e dei cosiddetti influencer pagati dalla CIA e dalle sue agenzie. Una campagna che prosegue tuttora. 

 

Il colpo finale è arrivato con il secondo governo Trump che, assetato di petrolio e perdendo l'egemonia economica a favore dell'Eurasia, ha rieditato la dottrina Monroe, volendo trasformare di nuovo il continente nel proprio cortile di casa e imponendo un controllo economico, politico e militare. 

 

E il 3 gennaio, dopo aver mobilitato tutta la sua forza militare, ha invaso il paese per via aerea, sequestrando il Presidente Maduro e la deputata Cilia Flores. 

 

C'è stata resistenza, combattimenti e più di 100 morti. 

Solo tra qualche anno sapremo quanti soldati americani sono morti. 

Sappiamo solo che erano per la maggior parte latini del gruppo d'élite Delta Force, armati con le migliori armi del pianeta. 

 

Il Venezuela, il suo popolo e le forze armate sono stati sconfitti. 

Hanno perso vite umane e il loro presidente. 

Ma l'impero non aveva nessuno da mettere al suo posto, poiché la sua agente, María Corina Machado, è screditata nella società venezuelana, e con lei tutta l'opposizione traditrice della Patria. 

 

La via d'uscita è stata quindi quella di trattenere il presidente sequestrato e negoziare con il governo chavista, con la corda al collo o nel mirino del fucile. 

 

Alcuni settori della sinistra istituzionale e coloro che seguono la politica solo attraverso i social si sono affrettati a parlare di tradimento. 

O a dire che non c'è stata resistenza. 

E proprio ora si inizia a propagandare che ci sia una divisione tra i governi di Venezuela e Cuba. 

 

Queste tesi fanno solo parte delle tattiche degli Stati Uniti, diffuse dai media influenzati dalla CIA per dividere la sinistra e l'opinione pubblica. 

 

Il popolo venezuelano, nella sua ampia maggioranza chavista, va avanti con la propria vita, lavorando, producendo e organizzando le comuni. 

 

Pur addolorato, continua a sostenere il governo chavista, avendo coscienza di tutto ciò che è accaduto. 

 

Il nostro movimento ha legami storici con il movimento contadino venezuelano, con le comuni produttive e con il governo chavista. 

 

Abbiamo molti progetti di cooperazione nella produzione di sementi, alimenti e scambi nella formazione di quadri tecnici. 

 

Saremo eternamente grati per le borse di studio presso l'ELAM Salvador Allende, che permettono a decine di giovani contadini, poveri, di formarsi come medici. 

 

Il popolo venezuelano continua a essere vittima della guerra ibrida dell'impero. 

 

Il governo chavista ha il sostegno del suo popolo. 

Il nostro movimento sarà sempre solidale con il popolo chavista. 

 

Speriamo che la correlazione delle forze internazionali cambi a favore dell'umanità e della pace. 

 

Speriamo che la correlazione delle forze interne agli Stati Uniti cambi, e che le forze progressiste riescano a mutare la loro politica estera e la loro vocazione bellicista di aggressione ai popoli. 

Che la Dottrina Monroe venga sepolta. 

 

Speriamo che il governo e il popolo chavista trovino le strade migliori per aumentare la produzione di petrolio e di altri beni di cui hanno bisogno. 

Che mantengano la sovranità sul petrolio, sui minerali e sul loro territorio.

 

Difendere il Venezuela e Cuba è un obbligo morale e politico di tutte le forze progressiste e democratiche del nostro continente. 

 

E non illudetevi: se loro venissero sconfitti, l'impero aumenterebbe la sua pressione su Messico, Brasile, Colombia e su tutto il continente. 

Prima hanno usato lo spettro del comunismo e dell'URSS, poi sono passati ai terroristi islamici (che loro stessi hanno finanziato), e ora hanno creato lo spauracchio del narcotraffico, come se non fossero proprio loro il mercato più grande… e si scagliano anche contro i migranti. 

 

Lotteremo affinché il Presidente Maduro e la deputata Cília Flores siano liberati, poiché non hanno commesso alcun crimine e gli Stati Uniti non hanno il diritto né la morale per condannarli a nulla. 

 

Al contrario, spero che in futuro il tribunale dell'Aia giudichi e condanni gli attuali governanti degli Stati Uniti per le loro bombe e i loro crimini a Gaza, in Iran, in Siria, in Sudan, nei Caraibi, in Venezuela, a Cuba e all'interno del loro stesso paese, per le persecuzioni contro i poveri e i migranti. 

 

La storia della lotta di classe vive di fasi alterne, alti e bassi, progressi e ritirate, ma l'umanità camminerà sempre verso la costruzione di società più giuste e ugualitarie, con la sovranità dei popoli e la pace.

 

Articolo a cura di João Pedro Stedile, militante del MST e dirigente di ALBA MOVIMENTOS e della Assemblea Internazionale dei Popoli – AIP

 

30 maggio 2026

 

𝐴𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑎 𝐺𝑒𝑟𝑎𝑙𝑑𝑖𝑛𝑎 𝐶𝑜𝑙𝑜𝑡𝑡𝑖.